Hai dolore al ginocchio, ma non conosci la causa?

Molto probabilmente fai parte di quel 25% della popolazione che soffre di dolore non traumatico di ginocchio, uno dei principali disturbi che affligge le persone sopra i 40 anni.

Come accennato nell’articolo precedente, fra le possibili cause possiamo avere tendinopatie, patologie degenerative come l’artrosi, patologie reumatiche e infiammatorie. Queste ultime due vengono principalmente trattate farmacologicamente e necessitano la valutazione approfondita di un medico specialista.

La parola tendinopatia, come dice il nome, indica una sofferenza del tendine. La causa principale è un sovraccarico di quella struttura protratto nel tempo. Individuando tempestivamente il fattore scatenante il problema può essere arginato in poche settimane, ma se non gli viene data la giusta attenzione esso può perdurare anche fino a due anni. Per trattare questa condizione è necessario individuare inizialmente la fonte del sovraccarico e riadattarla in maniera corretta. Successivamente inizierà un programma di rinforzo della struttura colpita in modo da ridurre il dolore e permettere al tendine di diventare più tollerabile a future sollecitazioni, prevenendo così anche le recidive. Nel caso del ginocchio i tendini che possono essere colpiti sono quello rotuleo, quello della zampa d’oca e con meno frequenza quelli inserzionali dei flessori del ginocchio.

La patologia che però rispecchia al meglio il dolore non traumatico di ginocchio è l’osteoartrite, meglio conosciuta come artrosi. Essa consiste in una degenerazione cellulare continua causata da un deficit dei meccanismi di riparazione del tessuto il che provoca dolore, rigidità e perdita della funzione articolare. L’impatto di questa patologia sull’individuo è piuttosto serio, infatti il 25% di coloro che ne sono affetti non riesce a portare a termine le attività che vorrebbe fare. I fattori di rischio per l’artrosi sono molti, alcuni non modificabili come il corredo genetico, il sesso, l’età e gli infortuni pregressi, altri invece modificabili come il sovrappeso, lo stile di vita e lo stress. Uno dei grandi problemi dell’osteoartrite è che è la patologia con il più alto grado di comorbidità, ciò significa che chi ne è affetto corre il rischio di contrarre altre malattie come il diabete o altre di tipo cardiovascolare. Il dolore infatti limita le attività quotidiane rendendo il paziente sempre meno attivo. Così facendo si instaura un circolo vizioso per il quale il soggetto tenderà a diventare sempre più sedentario lasciando che la patologia continui nel suo processo di degenerazione, favorendo quindi l’insorgenza di altre patologie.

La domanda che sorge spontanea è quindi come trattare questa condizione e soprattutto come prevenirla. La cura come la prevenzione seguono lo stesso principio ossia individuare i fattori di rischio correlati, eliminarli e successivamente iniziare un programma specifico di rinforzo della muscolatura, di miglioramento della qualità del movimento e di stabilizzazione delle strutture che sorreggono il ginocchio. Questo tipo di approccio sostenuto dalla letteratura scientifica garantisce quello che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce come “healty ageing” ossia invecchiare in salute, quindi quel “processo di sviluppo e mantenimento della capacità funzionale che permette il benessere in età avanzata. La capacità funzionale comprende le caratteristiche relative alla salute che permettono alle persone di essere e di fare ciò che ritengono essere di valore”.